Focusing: come sciogliere i blocchi emotivi con l’ascolto del corpo

È possibile imparare ad ascoltare il proprio corpo e ad accogliere le emozioni bloccate che ci impediscono di vivere bene e in piena consapevolezza? Sì, il Focusing ti insegna proprio a fare questo.

Cosa significa la parola Focusing?

Il termine Focusing deriva dall’inglese e ha il significato di ‘mettere a fuoco’. Ed è proprio ‘mettendo a fuoco’ cosa richiede la nostra attenzione all’interno del corpo, in un determinato momento, che riusciamo a percepire (e, a poco a poco, a sciogliere) le emozioni bloccate.

In particolare, grazie all’aiuto del Focusing Trainer, durante la seduta di Focusing, il praticante viene condotto a esplorare un particolare vissuto per cui si è rivolto allo specialista.

E, proprio ponendosi in ascolto, con atteggiamento non giudicante, delle proprie sensazioni fisiche, si riesce a percepire qualcosa di cui, magari, non ci eravamo mai accorti. Ed è così che scopriamo che, nei momenti di ansia, il nostro stomaco si contrae, oppure, quando siamo arrabbiati la nostra mascella si stringe.

A mano a mano che diventiamo consapevoli di questi automatismi, possiamo renderci conto di quello che succede anche al di fuori della seduta stessa. In qualsiasi momento della nostra vita quotidiana, infatti, possiamo ritrovarci a vivere qualcuna delle sensazioni sperimentate nella nostra ‘palestra’ di Focusing e accoglierle come un segnale importante.

Il Focusing ci aiuta a re-integrare (o a integrare) mente e corpo che, troppo spesso, teniamo separati dimenticandoci di essere tutt’uno e restando troppo spesso, all’interno della nostra testa.

Le origini

Il Focusing nasce negli anni ’60 da un’idea di Eugene Gendlin, filosofo e Professore alla Chicago University. Allievo di Carl Rogers, fondatore della psicologia umanistica non direttiva,  Gendlin utilizza le sue intuizioni per elaborare e mettere in pratica sui pazienti la tecnica del Focusing.

Secondo Gendlin esistono alcune persone che hanno una capacità innata di percepire i segnali del proprio corpo. Questi ‘natural focuser’, dalla sua stessa definizione, godono del privilegio di ottenere miglioramenti, in breve tempo, anche nelle terapie psicologiche.

Anche se non siamo dei natural focuser, però, possiamo imparare ad ascoltare il nostro corpo e ad accogliere quello che ci comunica grazie all’aiuto, spesso fondamentale, almeno inizialmente, di un Focusing Trainer.

La capacità di cogliere i propri segnali corporei interni innesca un processo di trasformazione dell’esperienza e i ‘blocchi’ che, talvolta, emergono durante le sessioni di pratica, lentamente si sciolgono. Il paziente inizia così a percepire le proprie risorse interne e mette in moto alcune strategie che portano poi, se non alla soluzione definitiva del problema, alla diminuzione della sua intensità.

Chi è il Focusing Trainer?

Il Focusing Trainer è uno specialista con una formazione certificata in Focusing che, durante la sessione, ti guida attraverso esercizi di ascolto e consapevolezza di corpo, mente ed emozioni. Soprattutto nelle fasi iniziali, di fronte a un problema o a una difficoltà, è essenziale rivolgersi a un focusing trainer. L’esperto aiuta il focuser a  comprendere meglio la natura stessa della situazione e insegna ad accoglierne i diversi aspetti per avviare un processo di cambiamento. Facilita, inoltre, l’attivazione delle proprie risorse interne affinché la nuova dinamica risulti efficace e duratura.

Il ‘felt sense’

Per Gendlin, la chiave intorno alla quale ruota l’intero processo di Focusing è il “felt sense”: una sensazione corporea ricca, complessa e significativa che è possibile sperimentare in relazione a una tematica rilevante della propria vita. La sensazione sentita è un’esperienza fisica che si presenta inizialmente vaga, indefinita e difficile da decifrare ma attraverso il processo di Focusing può essere riconosciuta e acquisire un’identità.

Nel momento in cui la sensazione sentita viene riconosciuta e identificata, si verifica un’attivazione corporea che innesca una reazione, dando origine ad alcuni successivi cambiamenti che possono manifestarsi concretamente in sensazioni di sollievo, liberazione, calore, leggerezza e benessere interiore.

Le tecniche di Focusing ruotano intorno a quella che da Gendlin è chiamata ‘felt-sense’, cioè la ‘sensazione sentita’. Si tratta di una sensazione intensa e molto significativa che il paziente sente in relazione ad un tema importante della propria vita. All’inizio, questa sensazione è spesso percepita in modo confuso. Poi, con l’aiuto del trainer, la sensazione diventa chiara ed evidente.

Nel momento in cui la sensazione viene ‘vista’ in modo chiaro e accolta, si innescano alcune reazioni che danno poi vita al cambiamento.

Le 6 fasi del processo di focusing

Nel 1978, Gendlin pubblicò un libro intitolato ‘Focusing’ in cui spiegava chiaramente la sua teoria e avanzava l’ipotesi che tutti potessero apprendere quest’abilità e diventare dei ‘focuser’.

A tale fine, Gendlin elaborò un vero e proprio procedimento in 6 fasi per condurre il paziente a riconoscere il ‘felt sense’.

Grazie a quest’elaborazione, riuscì a portare il Focusing al di fuori dell’ambito clinico e a diffondere la pratica in diversi contesti.

Fase 1: la creazione di uno spazio

In questa fase, il focusing trainer crea le condizioni adatte per la pratica. Si predispone un’atmosfera rilassata e silenziosa che favorisca la concentrazione verso il proprio interno. In questa fase, spesso, il focusing trainer pone domande quali, ad esempio: ‘Cosa ti preoccupa in questo momento?’, ‘Cosa è importante per te?’, ‘Cosa senti adesso?’

Quando emerge una sensazione, il focuser viene invitato a non identificarsi con essa e ad accoglierla per quello che è in modo non giudicante.

fase 2: il ‘felt-sense’

Quando ci focalizziamo su una problema o una questione importante per noi, il corpo rimanda sempre un segnale ad essa relativo. È importante ‘vedere’ questa sensazione e porsi in atteggiamento di ascolto, senza perdersi in considerazioni o analisi.

Spesso, la sensazione inizialmente è vaga. Ma, quando si inizia a focalizzarsi sul punto in cui essa si manifesta, a poco a poco diventa più nitida e noi ne diventiamo più consapevoli.

fase 3: la simbolizzazione

A questo punto, è anche possibile lasciare emergere una frase, una parola, un’immagine che sia per noi significativa e ci consenta di esprimere il nostro ‘felt-sense’ nel modo più adeguato.

fase 4: la risonanza

In questa fase è possibile cogliere la ‘risonanza’  tra la sensazione sentita e il simbolo scelto per individuarla. Quando si riesce a percepire la perfetta coincidenza tra i due, nel nostro corpo, spesso, si manifesta un segnale di rilassamento o sollievo.

fase 5: le domande

Questo è il momento in cui prendere contatto diretto con la sensazione sentita. Ad esempio, ci si può chiedere ‘Cosa significa questa sensazione?’, ‘Perché si presenta così?’

La risposta, così come tutto il processo delle 6 fasi, non deve essere forzata.

fase 6: l’ accoglienza

È necessario che la risposta del corpo di fronte alle domande e al processo che ci ha portato fin qui venga accolta nella sua totalità.

Spesso, gli esercizi di focusing e la tecnica messa in atto provocano un cambiamento nella mente e nel corpo. Tale modifica, se lasciata fluire liberamente, ne provoca altre fino al momento in cui la persona affronta la questione in modo diverso, attingendo a risorse di cui non era nemmeno consapevole.

una terapia gentile

Il focusing è una terapia ‘gentile’, che non forza il cambiamento. Le 6 fasi descritte sopra sono perciò fluide e possono variare da seduta a seduta nel rispetto dell’individuo che sta praticando il focusing.

Le tecniche di focusing possono aiutare non solo a risolvere conflitti interni, ma anche ad ascoltarsi meglio, a prendere decisioni, a sviluppare la propria creatività.

una risorsa gratuita per te

Grazie alla mia esperienza di focusing trainer, ho conosciuto e aiutato molte persone a conoscersi meglio attraverso l’ascolto del corpo e a migliorare la propria vita. Ho preparato per te una pratica audio da svolgere in autonomia per scoprire di più, in modo diretto e autonomo, tutte le potenzialità di questa pratica. Puoi scaricarla al link qui sotto:

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